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Certificazione AIF


Responsabile
Pier Sergio Caltabiano

In uno scenario particolarmente evolutivo della formazione, di riconversione professionale di diverse figure aziendali, di maggiore attenzione ai risultati dell'apprendimento e di un più attento controllo ai centri di costo della formazione da parte del sistema committente, è diventato necessario attivare un modello di verifica e valutazione della professionalità degli attori che interagiscono nei processi di apprendimento degli adulti. A tal fine l'AIF, da oltre trent'anni attenta al tema della qualità professionale e della deontologia legata al delicato ruolo svolto dal formatore, ha sviluppato uno specifico lavoro di studio e traduzione applicativa, finalizzato alla certificazione e alla creazione di un codice deontologico condiviso, istituendo il Registro Nazionale dei formatori professionisti certificati. Il processo per la certificazione è operativo da oltre dieci anni e prevede la possibilità, aperta a tutti i formatori italiani, di dimostrare il possesso dei requisiti conoscitivi e di esperienza ritenuti essenziali per un formatore qualificato. Oggetto della certificazione AIF delle competenze professionali sono i principali e più diffusi profili nell'ambito della formazione degli adulti: il formatore docente; il progettista di formazione; il responsabile di progetto; il responsabile di centro/servizio di formazione; il tutor per l'e-learning (suddiviso nei profili: tutor base; e-tutor specializzato in ambito contenutistico-disciplinare; e-tutor specializzato in management didattico; e-tutor specializzato in management di community). Sono inoltre in fase di definizione i procedimenti di certificazione relativi a due ulteriori profili professionali: il coach e l’outdoor trainer. Dal 2010 inoltre AIF rilascerà il proprio accreditamento ai Programmi di Formazione Formatori che risponderanno a determinati requisiti di qualità progettuale, contenutistica, metodologica e che annovereranno al proprio interno trainer, docenti e testimoni adeguatamente qualificati. Sempre da quest’anno AIF richiede ai formatori certificati l’ottenimento di 150 crediti formativi nell’arco del triennio successivo alla certificazione, di cui almeno 40 acquisiti annualmente. Ciò al fine di poter mantenere e aggiornare le proprie competenze certificate, partecipando agli eventi e ai convegni organizzati da AIF o da organizzazioni riconosciute dall’associazione. Le finalità perseguite dal processo di certificazione e di accreditamento che ha visto parallelamente l'adozione del primo codice deontologico dei formatori italiani, definito "Carta dei Valori e dei Comportamenti AIF", sono identificabili nella volontà:
a) di migliorare la qualità della formazione in Italia;
b) di tutelare i destinatari delle azioni formative (organismi committenti e partecipanti diretti) dall'intervento di formatori non rispondenti
a livelli qualitativi minimali in termini di specializzazione nei contenuti affrontati e di esperienza sui processi di apprendimento;
c) di definire formalmente modelli, profili e percorsi professionali riconoscibili e valutabili;
d) di individuare e diffondere criteri deontologici certi per una visione etica della professione.
 
 
Lo scenario

Negli ultimi anni l’aumento del numero dei formatori é stato determinato oltre che da una particolare attrattività del settore e dall'attivazione di percorsi di studi universitari in gestione dei processi formativi, anche dalla riconversione professionale di molte figure aziendali, spesso con profili ad elevata responsabilità, che i sistemi imprenditoriali hanno estromesso dai contesti organizzativi tradizionalmente intesi (a seguito delle azioni di “downsizing” e di “lean organization” attivate a partire dalla fine degli anni ‘80).

La particolare attenzione al recupero dell’efficienza nelle varie dimensioni aziendali ha poi parallelamente caratterizzato il comportamento di pressoché tutte le tipologie d’impresa determinando un maggiore impegno nel controllo dei differenti centri di costo. In tale ottica il ROI (return on investment) della formazione ha acquisito una importanza centrale nei processi decisionali di attivazione dei piani formativi aziendali.

Il sistema committente é pertanto diventato più selettivo, esigente, attento ai risultati dell’apprendimento individuale ed organizzativo rispetto a tempi non molto remoti in cui la partecipazione ad un intervento seminariale veniva spesso considerata e comunicata come il riconoscimento di un benefit personale ai collaboratori coinvolti nell’esperienza formativa. La diffusione dell’interesse a conseguire la certificazione secondo le ISO
9001: VISION 2000 da parte non solo delle aziende tradizionalmente produttrici di beni e di servizi, ma anche di organismi di formazione ha ulteriormente sottolineato l’importanza di verificare le competenze dei “professionals” della formazione, intendendole come il mix fra le conoscenze e le abilità di coloro che analizzano, progettano, coordinano, realizzano, valutano interventi formativi.

In uno scenario quindi di repentino sviluppo quantitativo della formazione, di riconversione professionale di diverse figure aziendali, di maggiore attenzione ai risultati dell’apprendimento, di un più attento controllo sui centri di costo della formazione l'AIF, oltre ad emanare il primo Codice deontologico dei formatori italiani, ha attivato un sistema di verifica e valutazione della professionalità degli attori che interagiscono nei processi di apprendimento degli adulti, sistema non autoreferenziale e aperto alle candidature di tutti i formatori, associati e non.

A tale proposito deve aggiungersi la considerazione che lo stesso Sistema Pubblico (Ministeri preposti, Regioni, Province), che regola e disciplina i meccanismi di finanziamento di numerosi ed importanti interventi formativi, dopo aver ormai su gran parte del territorio nazionale predisposto un sistema di accreditamento degli enti erogatori dei servizi formativi si sta orientando, purtroppo con grande lentezza, all’analisi ed alla previsione di un analogo processo di riconoscimento dei professionisti della formazione che operano per i centri erogatori cui vengono affidati incarichi all’interno del Sistema formativo pubblico finanziato.

Inoltre l’Unione Europea ha, a più riprese, invitato gli Ordini di rappresentanza delle categorie professionali a rivedere in modo approfondito il proprio ruolo e a porre particolare attenzione alle competenze professionali dei propri associati ed alla qualità delle prestazioni erogate. Proprio in tale ottica si sta procedendo al riordino delle professioni intellettuali.

In ogni caso, ferma restando l'importanza di diffondere il processo di accreditamento professionale dei formatori, lo sviluppo del sistema di certificazione AIF, esattamente come quello attivato da tutti gli altri sistemi pubblici e privati di certificazione delle competenze, vedrà un'evoluzione esponenziale se si verificheranno due condizioni:

  • un progressivo aumento, da parte del mercato committente
    (pubblico e privato), dell’attenzione a verificare anticipatamente la
    qualità, la professionalità e la competenza dei formatori incaricati
    in percorsi di sviluppo di apprendimenti;
  • il consolidarsi di un processo di tutela, disciplinato a livello
    nazionale e regionale, che garantisca formalmente tutto il sistema
    committente, profit e non profit, sulle competenze professionali dei
    formatori.
Il programma

Sulla base di tali premesse ed in considerazione della sempre maggiore importanza che i processi di certificazione e di accreditamento stanno acquisendo ai vari livelli istituzionali e organizzativi, l’azione della Commissione AIF per lo Sviluppo della certificazione e l'accreditamento professionale dei formatori sarà tesa a perseguire i seguenti obiettivi:

  1. sviluppare fra i formatori e gli enti di formazione una cultura tesa al riconoscimento dell’importanza della certificazione delle competenze professionali, in accordo con le disposizioni comunitarie che nel processo di riordino delle professioni intellettuali richiedono, fra l'altro, agli Ordini ed alle Associazioni di prevedere una adeguata tutela del Cliente e degli interessi pubblici nell'esercizio della professione;
  2. presentare, agli assessorati regionali alla Formazione Professionale, un documento ufficiale e condiviso sul processo di certificazione AIF, al fine di diventare interlocutori formali nel sistema di accreditamento che le regioni stanno attivando per monitorare la qualificazione professionale dei formatori che interagiscono con il Sistema pubblico;
  3. realizzare, su richiesta di enti ed organizzazioni, interventi di accreditamento e certificazione di specifici programmi formativi o di figure professionali di particolari sistemi di formazione;
  4. definire le competenze del formatore declinate per i singoli profili professionali, attivando uno strumento informatico di autovalutazione delle stesse;
  5. sviluppare convenzioni e collaborazioni con il CEPAS (Certificazione delle Professionalità e della Formazione) per il riconoscimento della Certificazione di parte terza per i formatori certificati AIF;
  6. diffondere in tutti i Centri, Società ed Enti che si occupano di formazione professionale e aziendale il Codice deontologico ed il sistema di certificazione AIF;
  7. attivare un processo di confronto istituzionale, a livello ministeriale e con tutte le parti sociali coinvolgibili, al fine di istituire un ente terzo di certificazione dei profili professionali della formazione;
  8. mantenere ed integrare rapporti e relazioni con l'ISFOL e con gli altri soggetti pubblici e privati che dovessero eventualmente attivare sistemi di accreditamento delle competenze professionali di formatori;
  9. organizzare annualmente su ogni territorio regionale un seminario informativo sul processo di certificazione AIF, coinvolgendo le diverse tipologie di formatori presenti nelle aree coinvolte;
  10. informare e sensibilizzare l'intero sistema committente pubblico e privato, profit e non profit, sull'esistenza e l'evoluzione del sistema di certiicazione, diffondendo parallelamente la Carta dei Valori e dei Comportamenti AIF
  11. procedere alla realizzazione e pubblicazione del Registro Nazionale dei Formatori Certificati AIF, da diffondere ai diversi livelli istituzionali, organizzativi, aziendali e territoriali;
  12. organizzare insieme con i componenti della Commisione di Verifica per la Certificazione, seminari di analisi e di approfondimento delle principali problematiche che devono essere affrontate nell'esame delle domande pervenute;
  13. sviluppare nel sito internet dell'Associazione un servizio on-line di informazione, consulenza e affiancamento a favore dei formatori italiani interessati alla certificazione;
  14. continuare a confrontarsi con i colleghi stranieri e le loro associazioni di referimento sui rispettivi sistemi di certificazione dei profili professionali, sviluppando in tal senso i rapporti già attivati con l'ETDF (European Training and Development Federation);
  15. definire criteri, parametri indici e indicatori per addivenire alla certificazione del profilo del formatore e-learning tramite l'apposita Commissione già costituita;
  16. mantenere monitorato l'intero sistema professionale della formazione, al fine di identificare nuovi profili certificabili;
  17. sviluppare i rapporti con le Associazioni non regolamentate dal CNEL (Consiglio nazionale per l'Economia e il Lavoro), ente presso il quale AIF è stata ammessa grazie all'introduzione di un proprio codice deontologico e di un sistema di certificazione delle competenze professionali;
  18. sviluppare i rapporti con l'ASFOR (che ha anch'essa costituita una commissione sulla certificazione) e con altre Associazioni legate al mondo della formazione, al fine di confrontare i propri rispettivi sistemi ed integrarli in un'ottica di sviluppo della qualificazione professionale

 

 
 
 
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Non si smette di giocare perché si invecchia, ma si invecchia perché si smette di giocare.

-- G.B. Shaw